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I piedi in testa Articolo pubblicato su Pride n. 116 di febbraio 2009. di Paolo Colonna La passione per i piedi e le scarpe: un aspetto del feticismo che accomuna anche tanti gay. Un tempo confessata sottovoce, oggi è vissuta sempre più allo scoperto grazie alle serate nei locali e alle chat dedicate, e di recente è stata perfino sdoganata dalla pubblicità. “Facevo spesso il solletico ai piedi di mio padre. Mi piaceva molto sentirlo ridere.” “Ero a casa da solo e ho visto i nuovi mocassini di mio zio. Mi sono avvicinato e ho cominciato ad annusare l’odore delle scarpe nuove, e poi a baciarle e leccarle. Mi ha eccitato così tanto che ho eiaculato per la prima volta.” “Mio padre faceva il muratore. Quando tornava a casa dal lavoro si toglieva le scarpe e si sedeva accanto a me sul divano per guardare la tv, mentre mamma preparava la cena. Ero affascinato dai suoi piedi enormi, e mi piaceva moltissimo l’odore forte che emanavano.” In tutti gli studi che prendono in esame i feticisti del piede maschile emergono ricordi come questi. Esperienze legate all’infanzia e alla pubertà, che vedono coinvolte quasi sempre una figura maschile: il padre soprattutto, ma anche uno zio o un fratello maggiore. In ogni forma di feticismo la meta del desiderio non è la persona intera, ma una specifica parte del corpo o un oggetto inanimato che diventa, appunto, un feticcio. Secondo le statistiche i feticisti sono in grande maggioranza uomini, etero o omosessuali (l’amore sfrenato di molte donne per le scarpe femminili non rientra nel feticismo, in quanto non strettamente legato alla sfera sessuale). In passato la psicologia riteneva che il feticismo fosse una devianza del comportamento sessuale, e come tale aveva connotazioni decisamente negative. Oggi invece non è più considerato una perversione ma si preferisce usare il termine parafilia, che indica pratiche sessuali non usuali senza necessariamente implicare che queste siano “sbagliate”. Il feticismo dei piedi e delle scarpe ha anche il suo papà storico: Nicolas-Edme Rétif detto Rétif de la Bretonne, un controverso scrittore francese del settecento che sceglieva le sue amanti in base alla conformazione dei loro piedi o alle calzature che indossavano. Con De Sade e Sacher-Masoch è uno dei tre grandi depravati della storia, e dal suo nome deriva anche il termine “retifismo”, sinonimo colto (e poco usato) del foot fetish. Anche a me piacciono molto i piedi degli uomini, pur non avendo ricordi infantili come quelli che ho riportato. Sono una parte del corpo che non trascuro mai quando faccio sesso, e mi incuriosisce sempre l’incognita delle reazioni del partner alle mie attenzioni per le sue estremità: si va dal semplice stupore al piacere più intenso, dal totale disinteresse all’entusiasmo condiviso, e in qualche raro e deludente caso si è trattato di vera e propria repulsione. Non mi sono mai vergognato di questa mia passione, neppure quando ero più giovane. Purtroppo invece molti uomini non la vivono con serenità, e alcuni non osano neppure confessarla. Mentre la moda, l’arte e la letteratura esaltano da sempre la bellezza e la sensualità del piede femminile, quello maschile è storicamente considerato una parte del corpo tutt’altro che nobile, che nella maggior parte dei casi va tenuta coperta e non esibita. Se è vero che tanti uomini si ritrovano piedi brutti o semplicemente poco curati, ce ne sono altrettanti che vanno giustamente orgogliosi dei loro fettoni: la recente popolarità delle ciabatte estive e delle infradito ne è la prova, e queste calzature che non nascondono più il piede maschile stanno contribuendo a riabilitarlo nell’immaginario collettivo. L’altro motivo della cattiva nomea del foot fetish al maschile non è estetico, ma legato a fattori psicologici e comportamentali: nell’adorazione dei piedi di un uomo da parte di un altro maschio vi sono elementi che rimandano al rapporto tra dominazione e sottomissione e al sadomasochismo. Spesso e volentieri un padrone pretende come punizione particolarmente umiliante che il suo schiavo gli lecchi i piedi o gli stivali, ma il foot fetish non è necessariamente legato alle pratiche s/m, e in molti casi è una passione condivisa da entrambi i partner che si pongono sullo stesso piano. La vita di noi feticisti (simpatizzanti inclusi) in quest’ultimo decennio è radicalmente cambiata. Internet si è rivelata una vera e propria manna per gli entusiasti di qualsiasi passione: esistono ormai innumerevoli siti dedicati a ogni tipo di fetish, e anche noi “podofili” (se mi consentite un neologismo di dubbio gusto) ci siamo dati parecchio da fare. Oggi abbiamo chat apposite per rimorchiare i piedoni dei nostri sogni, social network e mailing list per tenerci in contatto e segnalarci luoghi di ritrovo e serate a tema, forum dove possiamo discutere tutte le nostre fissazioni, photo-gallery per sbirciare i piedi delle celebrità e criticare le scarpe o i calzini che indossano, e addirittura se siamo disposti a pagare non è difficile trovare escort specializzati in “foot jobs” di vario tipo. Già, perché se qualcuno magari pensa che noi abbiamo tutti in comune la stessa fissa e morta lì, si sbaglia di grosso. Tanto per cominciare ci distinguiamo in due macro-gruppi: amanti dei piedi (come il sottoscritto) e amanti delle scarpe. Ci sarebbero anche da tenere in considerazione i patiti delle calze, ma in genere si distribuiscono equamente fra feet e boot lovers, e in parecchi casi apprezzano contenitore e contenuto. Intendiamoci: questa classificazione è semi-seria, e non è tutto così schematico. Ci sono tantissimi feticisti “di bocca buona” che adorano piedi e scarpe in egual misura, così come ci sono i fanatici delle sole calzature (che i piedi non vogliono neppure toccarli) e viceversa, ma anche gli “ultra-specialisti” ossessionati da un unico tipo di oggetto sessuale, che vanno dalle infradito alle unghie lunghe, dalle Nike Silver ai calzini in microfibra, dagli anelli per le dita dei piedi alle giarrettiere da uomo. Non mancano anche fra noi le inevitabili size queens, che prendono in considerazione soltanto fette dal 44 in su. E passiamo ora dall’oggetto sessuale all’atto: anche qui, mica facciamo tutti le stesse cose, che credete? Le pratiche più comuni sono quelle che già immaginate: toccare, massaggiare, annusare, baciare, leccare i piedi o le scarpe di un altro uomo, oppure farselo fare. Però c’è chi si dedica ad attività particolari, per la maggior parte innocue ma anche no: si va dal tickling in tutte le sue forme (solletico con le dita o con piume, spazzole e altri oggetti, oppure vere e proprie sedute di bondage che prevedono l’uso di corde o catene) alla foot torture detta anche bastinado (decisamente più estrema e cruenta, con bastoni, spranghe, sigarette accese, cera bollente e strumenti taglienti), dal foot job classico (masturbazione del partner con i propri piedi) al trampling (farsi calpestare o passeggiare addosso), dallo stomping (variante più violenta del trampling, a base di calci) al foot fisting (che non necessita di ulteriori spiegazioni). Non contento di cercare partner compatibili con i miei gusti in chat, qualche volta mi sono avventurato pure io a partecipare alle serate a tema offerte da alcuni locali gay: gli sneakers party stanno vivendo una stagione di popolarità crescente anche qui in Italia. Con le mie sdrucite Nike Shox e i calzini indossati deliberatamente per un paio di giorni mi sono sentito a mio agio fra gli astanti. A dire il vero una serata sneakers non è molto diversa da tutte le altre: ci si guarda, ci si tocca, ci si apparta (o si estende l’invito a partecipare a terzi, quarti, ecc.). Pur considerando che tutti i presenti sono tenuti a indossare scarpe da ginnastica rigorosamente usate e calzini non proprio freschi di bucato, anche gli odori sono più o meno quelli tipici dei ritrovi del genere (secondo alcuni il popper puzza di piedi già di suo). Una particolarità, però, c’è: gli sguardi di tutti non sono fissi sui pacchi altrui, ma un po’ più in giù. Il locale dove sono stato più spesso mette a disposizione film porno del tipo adatto alle circostanze, con modelli specializzati in performances podologiche. In una delle salette, di fronte a uno schermo tv piuttosto grande, ci sono alcune panche e dei comodi tappetini lavabili in terra, per garantire un certo comfort a chi si inginocchia per prendersi cura delle estremità degli spettatori o a chi non disdegna di farsi calpestare in pubblico. Quanto a me, mi sono piuttosto divertito in queste serate, ma non ho ancora trovato il feet lover del mio cuore, ahimè. Se siete anche voi “retifisti” convinti, o più semplicemente i piedi e le scarpe da uomo non vi lasciano del tutto indifferenti, sappiate che questo è il nostro momento: il foot fetish sta davvero prendendo piede (perdonatemi) e non è mai stato più popolare. Anzi, rischia persino di diventare trendy: una notissima marca italiana di abbigliamento ( per foto clicca qui ) ha scelto per la campagna pubblicitaria delle sue nuove sneakers l’immagine inequivocabile di un aitante giovanotto che si fa annusare le scarpe da un estasiato maturo signore. Piedi & sneakers, che passione (box) Come già saprete, tutte le chat più note permettono di esprimere dettagliatamente le proprie preferenze sessuali. Se siete attratti da piedi e scarpe basta specificarlo nel proprio profilo, e tramite una ricerca avanzata è possibile trovare partner potenzialmente compatibili. Non mancano siti specifici per il foot fetish. Tra quelli stranieri mi limito a segnalarvi i social network di Feet.tv (www.feet.tv) e Planet Feet (www.planetfeet.com), e le chat con i profili di MyFriendsFeet (www.myfriendsfeet.com) e Foot Friends (www.footfriends.com). Con iscrizione a pagamento ci sono Bare Foot Guys (www.barefootguys.com) e il simpatico It’s Raining Feet (www.itsrainingfeet.com), dove è possibile vedere le foto dei piedi di uomini famosi. Per l’Italia invece vi segnalo Recon Feet, chat internazionale con una sezione nostrana tutta dedicata ai feet lovers (feet.recon.com) e il canale IRC di #gaypiedi (accessibile con mIRC o programmi simili). Fra i locali gay italiani che dedicano serate mensili agli amanti di piedi e scarpe ci sono il Depot di Milano (primo locale in Italia ad offrire uno sneakers party, www.depotmilano.com) e il Flexo sempre a Milano (www.flexoclub.it). Eventi analoghi ma meno frequenti si tengono durante l’anno anche al Trap di Brescia (www.trapmad.it) e al Frequency di Roma (www.thefrequency.it). I più attivi organizzatori di serate all’insegna di piedi e sneakers sono i tipi di Sneaker-SexItaly (www.sneakersexitaly.com).
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